Tag

, ,

Coordinate spazio-temporali: tempo Febbraio 1789 luogo la lussuosa reggia di Versailles

“Eh … eh … quanto sei divertente Birbo, ti prego continua a raccontare di questo strano futuro da cui dici di venire”.

“Eh carissima Maria Antonietta, dico che ho studiato a scuola che lei è stata una delle più amate regine della storia di Francia, e ci lascerà un ricordo indimenticabile nei secoli futuri, eh?”.

“Maestà …maestà … scusate se v’interrompo mentre v’intrattenete col giullare, ma una gran folla d’affamati pezzenti si va accalcando ai cancelli, e tutti urlano di volere del pane”.

“Oh poveretti … orsù dunque primo valletto, andate a promettere al mio popolo che certo gli daremo del pane, e voi secondo valletto recatevi alle regali cucine e ordinate sia immediatamente distribuito tutto il pane che vi si abbia a trovare”.

“Maestà, la folla ora è felice e vi acclama, ma dové il pane promesso?”.

“Maestà … una terribile notizia … vengo dalle cucine … e del pane non se ne trova una briciola”.

“Non c’è più pane? Ma se fino a stamattina ve n’era in abbondanza. Sai dirmi Birbo com’è possibile sia già finito?”.

“Beh Regina … lo avranno … grattato, eh?”

“Maestà, ho appena udito la folla urlare che qui qualcuno spreca il pane gettandolo in acqua”.

“Cosa? Non è vero mia Regina, io quel pane non l’ho certo sprecato, ma anzi ci ho nutrito le affamate anatrelle del vostro regale laghetto”.

“Ma Birbo, hai gettato così tanto pane a quelle poche anatre?”.

“Beh … vede mia Regina … penso che quei pennuti abbiano sparso la voce in giro, perché non facevo a tempo a sbriciolargliene un carretto pieno che subito n’arrivava un altro stormo, eh, che poi infine è bastato per tutte, ma appena appena, eh?”.

“Ma … io ho promesso a quei poveretti di dargli del pane … e ora che facciamo?”.

“Beh Regina … quando a casa io non ho più pane, di solito rimedio mangiando qualche brioche …”.

“Giusto … affrettatevi primo valletto, correte a comunicare alla folla che invece del solito pane daremo loro delle buone brioche, e voi secondo valletto tornate in cucina e ordinate che siano distribuite senza ritardo”.

“Corro Maestà, i villici saranno felicissimi, vedrete”.

“E’ vero, è stata davvero un’ottima idea Maestà”.

“Bravo Birbo, col tuo suggerimento hai salvato la situazione, e quindi volentieri ti perdono la faccenda del pane stoltamente sprecato con le anatre”.

“Grazie Maestà, che io l’ho pure fatto in buona fede, eh? Che sapesse che fatica e che fame mi è venuta dopo, e così poiché non c’era più del pane ho mangiato…”.

“Maestà … anf… anf …una tragedia … anf… anf…pare che il suo ospite, il signor Birbo …anf… anf … si sia mangiato …”.

“Tutte le brioche che c’erano in cucina … lo ammetto, ma le ho spazzolate tutte solo perché sono tanto giovane e devo ancora crescere,eh?”.

“Maestà …anf… anf … la folla stanca d’aspettare scardina i cancelli …anf… anf … ed inneggia alla rivoluzione”.

“Ma …? Birbo, tu non mi avevi detto che avevi notizie sicure perché venivi dal futuro, e che potevi giurare che il popolo mi amava?”.

“Eh signora Regina, questo è quel che era scritto sui libri di storia … mah … immagino qualcuno abbia fatto qualcosa che non doveva, e così ora cambierà tutto il futuro della Francia, che disdetta … “.

“Che hai detto stupido ragazzino? Ma lo sai che per colpa tua ora rischio la testa?”.

“Eh … beata lei … io invece rischio d’essere interrogato in storia e di non sapere più niente di giusto, lo sa eh?”.

                 ***************************

 

Coordinate spazio-temporali: tempo 20 giugno 1791, luogo Varennes.

“Per ora tutto bene Birbo, la carrozza non è stata fermata e comincio a pensare che ce la faremo a fuggire”.

“Ma ne dubitava Maestà Re Luigi? Eh, eh, come lei ben sa io vengo dal futuro, quindi faccia sempre come le dico e tutto andrà liscio come l’olio”.

“Davvero Birbo? Quindi riuscirò a lasciare la Francia incolume? E poi gli altri sovrani metteranno a mia disposizione un grande esercito, con cui scaccerò i ribelli e riconquisterò il mio diritto a regnare come sovrano assoluto?”.

“Ma certo Sire, del resto perché dubitarne, scusi? Guardi che la rivoluzione è un fuoco di paglia che spesso non rispetta i confini degli stati, quindi gli altri regnanti europei saranno ben lieti di darle una mano a rimettere ordine nel suo reame”.

“Di questo non dubito, perché se appena riesco ad arrivare in Olanda sono certo che riceverò tutto l’aiuto che mi occorre, se non altro dai monarchi con cui sono imparentato, però tutto sarebbe perduto, se al posto di confine le guardie sanculotte mi riconoscessero”.

“Eh … ma come potrebbero riconoscerla scusi? Che chi mai potrebbe pensare che il Re di Francia viaggia su quest’umile carrozza? E poi abbiamo dei documenti perfetti, e noi due ci siamo così ben travestiti, lei da commerciante di stoffe e io da suo segretario, eh? Stia tranquillo Maestà, che l’incubo è finito e lei ormai è in salvo”.

“Bene Birbo, sei rimasto il mio ultimo consigliere e voglio crederti, per quanto ragazzo mio, l’incidente di Versailles non depone certo a tuo favore”.

“Eh … se allude a quella storia delle brioche da dare alla folla affamata … la regina s’è molto incazzata con me, ma io mica volevo fare nulla di male, eh?”.

“Questo lo so ragazzino, ma ho anche notato che in tua presenza spesso si verificano degli inspiegabili e sfortunati incidenti “.

“Ma questa volta le giuro che … aspetti Sire, sembra che il cocchiere stia rallentando la corsa dei cavalli”.

“Attenzione signori viaggiatori, mi duole dirvi che a causa di un controllo devo fermarmi”.

“Che dice quell’uomo? Un controllo? Oddio, e ora che facciamo?”.

“Tranquillo Sire, mostri il lasciapassare e spieghi che lei è un onesto venditore di stoffe e io il suo segretario, io per parte mia lo confermerò e così ci lasceranno passare”.

“Hai ragione Birbo, devo solo restare calmo … oh, buongiorno signori, tutto a posto? Come dite? Le mie carte? Eccole signori … come vedete mi chiamo Renè Dupont e commercio in stoffe … certo, sono in viaggio per lavoro. Chi è il ragazzino? Oh, lui è il mio piccolo e volenteroso segretario a cui sto insegnando il mestiere, vero caro bambino che stiamo andando all’estero per acquistare una nuova partita di stoffe?”.

“Sissignore vostra Regale Maestà Re Luigi”.

“Che hai detto Birbo? No… giù le mani … non capite che il mio segretario è un burlone? Lui non voleva dire ciò che ha detto … è solo un pazzo … cani miserabili ….lasciatemiiiiii …”.

“Oh … scusi l’errore signor Dupont, io non volevo mica che questi capissero che lei è il Re … eh? Ecco che se ne va trascinato dalla folla, ma dico io, si può essere più imbecilli?

Il travestimento era perfetto, le carte falsificate benissimo, bastava solo che quello non perdesse la calma e non insultasse i soldati, e la facevamo certamente franca, eh?”.