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Coordinate spazio-temporali: tempo 31 juillet 1944, luogo un piccolo aereo in ricognizione sui cieli di Francia.

”Ehi … buongiorno signore, lei chi è e cosa sta facendo?”.

“Hein? Ma … tu chi sei e da dove arrivi piccolo?”.

”Eh … io sono Birbo e vengo dal futuro, dall’anno 2012 per l’esattezza. Allora? Lei non sarà mica il Barone Rosso per caso?”.

“Quello era nell’altra guerra piccolo mio, io sono un pilota assai meno famoso e mi chiamo Antoine, per servirti, ma dimmi, tu sei salito a Borgo, vero?”.

“Salito a bordo a Borgo? Ih, ih, nossignore, io vengo proprio dal futuro … ehi senta, cosa è quella cosa rossa?”.

“Quello è il tappo del mio thermos di caffè, non svitarlo perché potresti scottarti”.

“Ahia, ma com’è caldo”.

“Antoine: “Ecco, appunto”.

“Ehi … e che è questa bella cosina luccicante?”.

“Quella è la radio, ma non toccarla ti prego”.

“Ooops, scusi signore, però doveva essere fissata proprio male, eh?”.

“Non importa, la sistemerò dopo, ma sai che tu assomigli molto ad un mio caro amico? Beh … lui non combina tanti disastri, però … ehi Birbo… cosa stai facendo con quelle corde? Non avrai mica ingarbugliato il mio solo paracadute, vero?”.

“Eh … scusi signore, mi prudeva il naso e credevo fosse uno zaino pieno di fazzoletti di seta… senta, ma chi sarebbe l’amico suo che dice che gli assomiglio?”.

“E’ una persona molto speciale di cui ho scritto di recente, senti, per favore non toccare altro, anzi qui c’è della cioccolata e alcuni biscotti, ti prego mangiali e intanto stai seduto tranquillo”.

“Oh grazie gentile signore, posso chiamarla Zio?”.

“Chiamami come vuoi Birbo di nome e di fatto, ma non fare altri disastri”.

“Certo zio Antonio, allora … uhm … la cioccolata è troppo amara ma sono buoni i biscotti … allora chi è quello che dici che gli somiglio?”.

“Oh … certo non lo conosci, ah … non toccare quello, grazie, ehm … allora …il mio piccolo amico si chiama le Petit Prince, ed abita su di un pianetino assai lontano”.

“Eh? Ma zio Antonio … tu non sarai mica il Saint-Exupéry? Eh?”.

“Beh … sì, perché? Mi conosci forse?”.

“Ma certo, io adoro i tuoi romanzi col Piccolo Principe, tutti quanti … il Piccolo Principe, il Piccolo Principe cavalca ancora, il ritorno del Piccolo Principe, Piccoli Principi crescono, Piccolo Principe si nasce e io lo nacqui, e anche l’ultimo che mi piace più di tutti … così parlò il Piccolo Principe. Eh … il mio babbo me li leggeva quand’ero piccolo, e adesso che ho quasi nove anni li rileggo anche da solo da tanto che mi piacciono tutti”.

“Grazie Birbo … ma guarda che io ho scritto solo il primo, mica tutta quella roba che dici tu”.

“Eh … non preoccuparti zio Antonio, ti ho pure detto che vengo dal futuro io, tu quei libri li scriverai dopo la guerra, e saranno tutti uno più bello dell’altro. Non si scappa, il destino di ognuno di noi è fisso e immutabile come fosse inciso su pietra e … senti … i biscotti erano buoni, ma però mi hanno fatto venire una sete, questo coso rosso non è mica il tappo di un thermos di cioccolata bella dolce?”.

“Quale thermos? Io ho solo del caffè … quello è il comando per … NO … NON TOCCAR… SBAMMM”.

“Eh? Cosa si è rotto zio Antonio? Lo rimetti a posto dopo anche questo?”.

“PICCOLO INCOSCIENTE … NON VEDI CHE STIAMO PRECIPITANDO IN MARE? … Presto … la radio … devo comunicare la posiz … ah, no, l’hai rotta … beh … allora salviamoci col paracad … oddio è vero … l’hai irrimediabilmente ingarbugliato … ma allora … siamo perduti… “

”Ehm … senti Antonio … volevo chiederti un autografo … ma forse questo non è il momento migliore vero? Beh … sai che facciamo? Me lo farai un’altra volta, eh? Con comodo… tanto non c’è mica fretta … ehm … allora io vado, eh? Che tanto sono sicuro che te la cavi perché devi ancora scrivere tutti quei bei libri … eh … sì. Ciao e grazie dei biscotti, eh?”.

“Cosa? Ma dove è andato quello? Ma … o Signore aiutami … il mare … devo tentare … troppo tardi … SSSSSSSSSSSSSSSSSSSPLUFT … “.