Tag

, ,

Coordinate spazio-temporali: tempo estate del 1797, luogo una solitaria fattoria situata tra Porlock e Linton

“Ehi … buongiorno signore, lei chi è e cosa sta facendo?”.

“Io? Io mi chiamo Coleridge, ma … piuttosto chi sei tu ometto, e come hai fatto ad entrare in casa mia?”.

” Eh …io sono un visitatore … (uffa, mi sono stufato di spiegare che vengo dal futuro, ora gli racconto una balla qualsiasi) vengo da … Porlock, e … sono un … piccolo uomo d’affari, lei piuttosto, vedo che è occupato con carta e penna, che cosa mi ci scrive di bello, eh?”.

“Senti ometto, mi trovi in un brutto momento, non vorrei essere scortese ma ho un gran mal di testa e un grandissimo lavoro da fare, se te ne andasti mi faresti un favore”.

” Eh … birrichino, lei signore ha alzato troppo il gomito ieri sera, non è vero?”.

“No. Senti buffo ometto, il fatto è che ultimamente non mi sento bene, e allora il mio medico mi ha propinato una medicina a base d’oppio”.

” Ah, però in Inghilterra avete un bel servizio sanitario. E magari la roba è buona e a voi ve la passano pure gratis, vero?”.

“Ma che cazzo dici? Senti, io sono uno scrittore e mi sono appena svegliato da un sogno stupefacente, in cui ho immaginato per filo e per segno tutto un lungo poema, ed ora finché gliel’ho vivido in testa devo scriverlo subito, capisci?”.

” Che bello, un poema stupefacente? Ah, ma allora lei deve leggermene almeno una piccola dose, suvvia, mi faccia assaggiare solo l’inizio la prego”.

“Beh … se dopo te ne vai … allora comincia così, ascolta:

In Xanadu aveva Kubla Khan

Decretato un palazzo del piacere

Dove Alph, il sacro fiume, scorre”.

” Eh … insomma … e poi che succede? Eh … perché se si parla di un palazzo del piacere chissà quante belle signorine ci sono, vero? E poi che succede buon uomo? Dica, che succede, fanno burlesque eh?”.

“Senti ragazzino, ti ho già detto che voglio essere lasciato in pace, per favore ora vai via e lasciami continuare”.

“Oh poverino, ma tu fai il maleducato solo perché hai un mal di testa terribile, eh? Ma sai che diceva mio zio Ermelindo? Beh …. diceva che chiodo scoccia chiodo. E guarda caso ho proprio in tasca la mia bella fiaschetta di grappa del discount, scolane un poco amico, e vedrai che ti sentirai subito meglio. Suvvia fammi contento, bevi e ti giuro che subito dopo io vado via e ti lascio completare il tuo… ehm … capolavoro”.

“Beh … se davvero dopo te ne vai … forse un goccio di quello buono “.

“Ah … lo sapevo io che noi due in fondo eravamo simili. Ecco amico, non far complimenti, bevi, bevi. Come ti senti ora? Comincia a passare il mal di testa?”.

“Mal di siesta … hic … quale mal di siesta? Io mi stento pienissimo, hic”.

” Eh …. ci credo … in tre sorsi ti sei scolato mezzo litro della miglior grappa scontata del cinquanta per cento … vecchio volpone … e sembrava che non volesti berne, eh? Beh, comunque una promessa è una promessa, ora ti lascio e così puoi finire il tuo bel poema su quel tale Kubla Khan”.

“Kubla Can? Cos’è sto Kubla Can?”.

”Boh … avevi detto che era una poesiola che stavi scrivendo, beh ora vado davvero, ciao amico, sono felice d’esserti stato utile”.

“Ma era Kubla Khan? Ma che stavo scrivendo su Kubla Khan? Aspetta, il sogno … com’era poi … ehi buffo ometto che vieni da Porlock … dove sei finito? E’ sparito? Ma come ha fatto? E com’era quella poesia che stavo scrivendo … ricordo Xanadu, e zio Ermelindo, e il palazzo e il fiume di grappa, ma accidenti … cosa diavolo succedeva dopo?”.