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Coordinate spazio-temporali: tempo 48 a.c, luogo la Biblioteca di Alessandria d’Egitto.

“Ehi che stanzone immenso … uh … e quant’è buio, eh? Spetta che cerco … ahi … accidenti non si vede niente, eh? Boh … manco i libri vedo, però dicevano che questa era una biblioteca grandina … ahio… ho urtato uno scaffale … eh che cazzo, fammi fare luce sennò qui … uh ecco che ho trovato la lampada d’Aladino, eh … però è difettosa, non c’è mica il Genio dentro, ma solo dell’olio puzzolente, va beh, accendiamo sta roba, ehi … ora vedo qualcosa … ah … era solo tanta polvere sopra a un mucchio di porcherie, ma le massaie egiziane non puliscono mai? Accidenti, dove la terranno la roba migliore? Ah … spetta … dietro a quei rotoli marci … fammi appoggiare un attimo la lampada ad olio … vediamo … ORCOCAZZO, ha preso fuoco qualcosa, forse riesco a spegnerlo … macché, è roba che brucia come benzina … oddio, meglio scappare via, di nuovo nel mio presente, presto”.

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“Bentornato figliolo, dov’eri andato che non ti trovavo?”.

“Eh babbo … orco mi ha visto … ehm … beh …stavo cercando dei fumetti egiziani, ma non li ho mica trovati sai?”.

“Beh certo figliolo… fumetti egiziani in casa non ne abbiamo neanche di profilo, ma se t’accontenti dell’ultimo numero di Topolino te l’ho portato”.

“Oh babbo, sei il miglior papà del mondo, altro che i papà egiziani che per cattiveria nascondevano i fumetti ai loro bimbi, eh?”.

“Ah sì? Beh Birbo mio … la tua è un interessante scoperta, ora però metti il giornaletto sotto al cuscino e chiudi gli occhi e dormi, che si è fatto tardi ormai e domattina hai scuola”.

“Sì. Buonanotte babbo, ti voglio un casino di bene”.

“Ti voglio tanto bene anch’io piccolo piromane, dormi ora, che almeno quando dormi non combini troppi disastri”.

“Ma allora lo sapevi? Ih, ih, io ci provo sempre a fartela, ma tu babbo mi conosci troppo bene, eh?”.